venerdì 9 marzo 2007

Un tuffo nell'estate scorsa

Sempre in ritardo, eh?

Non mi sono dimenticato della promessa di raccontare i il secondo weekend del corso di vela di terzo livello e l'intero corso di quarto livello. :-)

Ok, andiamo con la fine del corso di terzo livello. :-)
A sinistra una chicca: in navigazione, di bolina. :-D

Il secondo weekend è andato via liscio come l'olio, le due giornate sono state belle, anche se con vento teso, e un po' di mare che ci ha fatto penare abbastanza per raggiungere Ravenna, non abbiamo osato andare più in la perché lo davano in aumento.

Alla fine non è aumentato, però è meglio essere prudenti... ;-)

Tutte le foto le ho fatte all'andata, di sabato, come la foto di gruppo qui a destra, scattata subito prima della partenza, e che mostra il gruppo di prodi guerrieri prima del cimento.

Che dire?
L'andata è stata abbastanza tribolata, vento teso, mare non proprio liscio come una tavola, condizioni che nessuno di noi aveva affrontato prima, io personalmente ho sofferto un po' di nausea durante tutto il tempo (tranne quando ero al timone), diciamo che anche questa esperienza è servita.

Come è servito vedere (e fare) punti nave con i rilevamenti a terra, anche se la mia leggera nausea mi ha reso le cose non proprio semplici.

Ma è servito parecchio anche il prepartenza, abbiamo valutato bene cosa fare, meteo, previsioni, insomma ci abbiamo messo un po' a decidere se partire.

E una volta deciso, ci abbiamo messo un po' di tempo anche per decidere dove andare, è stato escluso immediatamente di andare verso Venezia (meglio stare lontani dal delta del Po se ci sono rischi di temporali, in quella zona sono devastanti) e si è scelta la direzione verso Ravenna, lasciando alle condizioni meteomarine la decisione di quando fermarci. :-)

Dalla fotografia a sinistra non si comprende bene, ma le onde erano abbastanza più alte della nostra barca (un Beneteau 36.7) e siamo stati contenti (tutti!) di fare una esperienza di questo tipo durante un corso con due istruttori esperti a bordo, Riccardo e Daniele.

Si è pranzato a bordo (pranzato, poi, con la nausea ho solo mangiucchiato un po'!), siamo arrivati a Marina di Ravenna nel primo pomeriggio, a dispetto delle previsioni di mare in aumento in realtà ha iniziato a diminuire anche se il vento rimaneva bello teso, e ci siamo tutti ringalluzziti. :-)

Si vedevano alcune barche fuori, e altre stavano uscendo, e a questo punto è uscita anche l'indole romagnola verace di Riccardo: ha puntato l'indice verso la più lunga e ha esclamato "Andiamo a rompere i maroni a quello la". :-D

Ora, per rompere i maroni intendeva ingaggiarlo, semplicemente.
Però non è stato mica facile!
E neppure divertente, come si scoprirà alla fine. :-(

Di sicuro è stato perché quella barca era più lunga, più invelata e meglio armata della nostra (un geek non prende neppure in considerazione la possibilità che noi fossimo davvero scarsi e loro molto più bravi di noi), ma abbiamo fatto una fatica da orchi per avvicinarci, nonostante la concentrazione di tutti, esemplificata dalla foto qui a destra.

Vi assicuro che ce l'abbiamo messa tutta, soprattutto perché avevamo preso si la faccenda come un gioco, ma come in tutti i giochi per gli adulti ci si mette l'anima, al punto che in una decina di secondi la nausea è passata a tutti quelli che ne soffrivano (a partire da me), le espressioni sono cambiate e tutti i visi da bui e un po' preoccupati si sono trasformati in sereni e con un leggero sorriso (in fin dei conti, rompere i maroni agli altri piace a tutti, non solo a Riccardo, ai romagnoli e ai geek).

L'inseguimento è iniziato in queste condizioni, prima che se ne accorgessero avevamo dimezzato le distanze, ma a quel punto abbiamo fatto pochi progressi, dopo tre quarti d'ora avevamo ridotto le distanze ad un terzo, e non ci siamo più schiodati di li.

Ci siamo avvicendati al timone, e alla fine del mio turno è avvenuto l'episodio spiacevole, che ci ha quasi rovinato la giornata.

Entrambi al gran lasco mura a dritta, il tizio ha orzato facendo un 180°, si è diretto verso di noi, ha ripoggiato fino al gran lasco, ha abbattuto e a quel punto si è trovato affiancato a noi, mura a sinistra, stringendoci, e ha iniziato ad insultarci (insultarMI, ce l'aveva ovviamente con quello al timone che ero io!!!) perché era tutto il pomeriggio che lo disturbavamo, e di lasciargli acqua, e che io ero un idiota, eccetera eccetera eccetera.

Ora, un average geek se lo insultano lascia passare perché considera gli insultatori come subumani (spesso Homo Neanderthalensis, a volte anche Homo Erectus ma in questo caso sicuramente di trattava di un Australopiteco, dicono che sono estinti ma non è vero, ce n'è almeno uno, lui), ma se lo insultano quando ha ragione diventa una belva.

E avevo ragione, mura a dritta contro mura a sinistra, con l'aggravante che sottovento a noi stava giungendo un'altra barca e non potevo né abbattere né mettermi a farfalla, o rimanevo in rotta o orzavo, e quel subumano affiancato a due metri da noi mi stava stringendo!

Ho avuto solo il tempo di urlargli "Ma ce l'hai la patente, brutto..." che Riccardo e Daniele mi hanno preso, ripiegato, stivato in un gavone e poi Daniele senza dire nulla ha preso il timone e ha orzato.


Ripensandoci ora è stato divertentissimo vedere il subumano diventare verde, abbattere, iniziare a orzare, fare un 180° e sfilarsene via. :-D


Poi, ovviamente, come al solito, Riccardo mi ha rimproverato "Avevi la precedenza... yadda yadda... inutile urlare e litigare... blah blah... pure lui lo sapeva...  yaddayadda... orzi un po' e lui si adegua... blah blah... si deve mantenere la calma... yadda yadda... rimanere lucidi... blah blah... Arrabbiarsi è pericoloso... yadda yadda".

Dopo essermi adeguatamente mortificato prostrandomi ai suoi piedi e cospargendomi il capo di cenere (tanto di capelli ne ho pochi, chi se ne frega), ho ripreso il timone in mano e ci siamo diretti in porto, per la precisione al Circolo Velico Ravennate, Riccardo e Daniele sono soci del CVR e quindi abbiamo pagato molto poco per il pernottamento, mi sembra 11€.

Sorvolo sul resto della giornata (approdo, doccia, due passi, cena in trattoria con antipasti, fritto misto di pesce come se piovesse e vino da affogarci tre maiali, meno di 20€ a testa) e passiamo alla domenica: abbiamo trascorso la mattina a fare manovre a motore dentro al Marinara. :-D


A dispetto di quello che si può pensare, ci è stato veramente utile!

Sfruttando il fatto che due terzi delle banchine e relative briccole erano già montate ma non attrezzate e quindi non c'erano barche (anche se nel disegno qui a sinistra le banchine del Marinara sembrano completate e piene), abbiamo potuto prendere la mano nel fare manovre in acque ristrette con cabinati da 11 metri, e vi assicuro che non è per niente facile all'inizio.

Specialmente perché nessuno di noi aveva la sensibilità al movimento di una barca di queste dimensioni.

Daniele prima e Riccardo poi ci hanno fatto vedere che praticamente invertivano la direzione senza spostarsi (se non per il leggero scarroccio dovuto al vento), sfruttando l'abbrivio della barca e il fatto che la rotazione avviene sul centro di deriva, con l'uso alternato avanti e indietro del motore.

Non ci avrei mai creduto, ma tutti siamo riusciti ad imparare a farlo nella mattinata.

E non solo con molta acqua intorno, ma fra i pontili, con poca acqua!

Niente foto di questo, eravamo troppo impegnati. :-D

E niente foto né del pranzo ne del ritorno, semplicemente non mi è venuto in mente di farne, pure li impegnati con i rilevamenti. :-)


Conclusioni?

Un corso che nel suo complesso mi è piaciuto parecchio, si sono fatti punti barca sia all'andata che al ritorno, un po' di carteggio, manovre, ormeggi (anche troppi il primo weekend), pianificazione, sicurezza, insomma lo consiglio, fa vedere un aspetto della vela molto interessante per i neofiti.

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